Coraline

Da “Coraline” di Neil Gaiman


con

Giorgia Antonelli, Pieralgelo Bordignon

drammaturgia e regia

Titino Carrra



Coraline, una bambina vivace e curiosa, si trasferisce con la famiglia in una vecchia casa; i genitori, indaffarati, non le dedicano molte attenzioni.
Coraline un po’ gioca in giardino, chiacchiera con due anziane attrici di teatro, vicine di casa, si incontra col “vecchio pazzo” del terzo piano: un ex circense domatore di topi per show musicali… Ma dopo un po’ si annoia.
Un bel giorno Coraline si mette in perlustrazione: la casa, le crepe nei vecchi muri, anfratti, doppifondi, anticaglie… e perlustra che ti perlustra… scopre una porticina, la apre… e appare un corridoio, buio, e al di là del buio un mondo speculare al suo: appartamento uguale, genitori identici… però questo padre è gentile,

suona il pianoforte; la mamma è elegante, cucina manicaretti, la ricopre di attenzioni e la stanza di Coraline è zeppa di gingilli e giocattoli animati: insomma un “altro padre” e “altra madre”.

Però hanno pelle pallida e… al posto degli occhi dei bottoni cuciti… E non hanno alcuna intenzione di lasciarla tornare!
Nonostante tentazioni e divieti, Coraline riesce a rientrare nella “vera casa” ma… dove sono finiti i “veri genitori”?… Scomparsi nel nulla.

Qui comincia l’avventura della bambina costretta a fare i conti con l’Altra Madre che vuole cucirle una bella coppia di bottoni sugli occhi e… divorarle l’anima.


Ce la farà a sconfiggere i poteri stregoneschi di quel demonio di altra madre

E come la mettiamo con i fantasmi dei bambini vittime della megera?
E i suoi veri genitori che fine hanno fatto? Riuscirà a ritrovarli?

L’unico modo di uscirne è affrontare la sfida, per fortuna c’è l’aiuto del fedele gatto nero e del magico amuleto.
Una sfida ricca di suspense e colpi di scena.

“Il mondo che stava attraversando era un pallido nulla, come un foglio di carta bianco o un’enorme stanza bianca e vuota. Non c’era temperatura, né consistenza, né sapore.”


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